Gli effetti dello smart working dopo un anno di lockdown

Gli effetti dello smart working dopo un anno di lockdown hanno determinato cambiamenti radicali nelle vite di ognuno di noi.

Certo, lavorare da casa ha permesso a molti di poter mantenere il proprio impiego, ha consentito alle aziende di salvare il personale dal disastro e ha fatto scoprire a molte persone una soluzione di lavoro comoda e pratica. Purtroppo però questa modalità, proprio perché improvvisata, ha comportato alcuni disturbi, come depressione, ansia generalizzata e soprattutto problemi al fisico.  Le farmacie sono prese d’assalto non solo per i tamponi rapidi che vengono effettuati, ma anche per fornire farmaci per dolori muscolari legati alla cosiddetta pendemic posture, una problematica che si verifica a causa di diversi fattori che elenchiamo di seguito, legati appunto allo smart working,

  • Strumentazione: un ufficio, o almeno un ambiente che possa essere definito tale, è dotato di scrivanie e soprattutto di sedie ergonomiche create per non danneggiare la schiena in casa spesso si usano delle sedie scomode, non adatte al lavoro di ufficio.
  • Orari: Quando si è dipendenti, a una certa ora si salutano i colleghi e si torna a casa. Sì, spesso non è così, perché molti stanno in ufficio fino a tardi, ma il fatto di entrare in un luogo che non sia la propria abitazione, consente di entrare e uscire dalla dimensione lavorativa, creando un confine netto tra la casa e l’ufficio, un confine che lo smart working ha drasticamente assottigliato.
  • Isolamento: non avere contatti sociali ha provocato dolori profondi, aprendo le porte ai famosi mali dell’anima, stimolando notevolmente disturbi di ansia e depressione.

 Il corpo è una macchina, un lavoro manuale estremamente faticoso può logorare gli ingranaggi, ma anche un lavoro sedentario può causare dei problemi che occorre trattare immediatamente.

Una posizione scorretta, ore e ore passate al pc spesso seduti su sedie scomode davanti a tavoli striminziti sono i treni ad alta velocità per mal di testa, nervi accavallati, infiammazioni lombari di diversa tipologia e cervicali lancinanti, disturbi che spesso vengono sottovalutati ma che possono danneggiare il corpo enormemente.

Ci si può recare nelle farmacie, ma non sempre le medicine sono la soluzione al problema. Per prevenire i danni derivati dalla pandemic posture, occorre effettuare esercizi specifici, tenendo a mente alcune cose fondamentali per il proprio benessere.

  • Stretching: prima di sedersi alla scrivania di casa, su una sedia ergonomica che se non avete consigliamo caldamente di acquistare, occorre fare alcuni esercizi di stretching semplici, per pochi minuti, giusto per risvegliare in muscoli del corpo.
  • Mantenere la giusta distanza: lo schermo del pc deve essere ad una distanza che consenta alla persona di non ingobbirsi e di non affaticare gli occhi. A volte potrebbe essere necessario un sostegno che permetta al pc di essere sollevato. Esistono diversi strumenti a poco prezzo, ma a volte è sufficiente anche una scatola o un paio di libri.
  • Prendere aria: Una volta terminata la giornata, o in alcuni casi anche al mattino prima di cominciare a lavorare, occorre uscire di casa quando possibile e prendere una boccata d’aria per ossigenare la mente. Spesso se ne sottovalutano i benefici, ma questa è una pratica importantissima.
  • Yoga o pilates: In alcuni casi non basta fare degli esercizi per riscaldare i muscoli o una semplice passeggiata. Alcune pratiche più approfondite possono rinforzare enormemente il fisico e la mente.

Non serve dunque stravolgere eccessivamente i propri ritmi per eliminare i problemi legati alla pandemic posture, ma adottare questi comportamenti che andranno a determinare la nostra salute.

In momenti di grande incertezza, non dobbiamo assolutamente dimenticare che il nostro corpo rappresenta il miglior alleato che si possa avere, ed è quindi fondamentale rispettarlo e averne cura.

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